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L'edera

L'edera

Grazia Deledda

L'edera


Tascabili-Narrativa
2009

298 pp.



«Era un sabato sera, la vigilia della festa di San Basilio, patrono del paese di Barunèi. In lontananza risonavano confusi rumori; qualche scoppio di razzo, un rullo di tamburo, grida di fanciulli; ma nella straducola in pendio, selciata di grossi ciottoli, ancora illuminata dal crepuscolo roseo, s’udiva solo la voce nasale di don Simone Decherchi. – Intanto il fanciullo è scomparso – diceva il vecchio nobile, che stava seduto davanti alla porta della sua casa e discuteva con un altro vecchio, ziu Cosimu Damianu, suocero d’un suo figlio. – Chi l’ha veduto? Dov’è andato? Nessuno lo sa. La gente dubita che l’abbia ucciso il padre… E tutto questo perché non c’è più timor di Dio, più onestà… Ai miei tempi la gente non osava neppure figurarsi che un padre potesse uccidere il figlio… »

ISBN: 978-88-89801-44-4



Grazia Deledda (Nuoro 1871 - Roma 1936). Appena dotata di un’istruzione elementare, affronta volitiva la strada della scrittura letteraria. Nel 1899 conosce Palmiro Madesani che sposa nel gennaio 1900 e con lui si trasferisce a Roma, dove trascorrerà il resto della sua esistenza. Ai precoci e difficili esordi di fine Ottocento, segue una lunga serie di romanzi e novelle dove l’isola natale è eletta a luogo di ambientazione e oggetto di riflessione antropologica. Il Premio Nobel per la Letteratura (1926), la consacra come una delle voci più alte della narrativa mondiale del Novecento.



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