Più che racconti, "parabole", come recita il sottotitolo di questo nuovo libro di Maria Giacobbe. Narrazioni allegoriche che dopo l'ampio successo di pubblico e critica ottenuto in Danimarca, sono presentate ora al lettore italiano. L'esilio è qui condizione variamente vissuta dai personaggi, entro "scenari" che di quella condizione sono proiezioni. Gesti, oggetti, parole hanno valori altri, in una scrittura ri-scrittura della leggenda e del mito. Gli esili esistenziali si traducono in paesaggio denso di immagini che investono il lettore per forza visionaria, immergendolo in una realtà che è sempre altro da essa, figura di inappartenenze, ritorni, ricerche, fughe.
Maria Giacobbe (Nuoro 1928). Dal 1957 vive in Danimarca. Negli anni in cui collabora al «Mondo» di Pannunzio esordisce con il celebre Diario di una maestrina (Laterza 1957; Premio Viareggio; ora Il Maestrale 2003). A questo debutto editoriale ha fatto seguito una stimata e continua attività di scrittura narrativa, saggistica e giornalistica in italiano, danese, francese, spagnolo, che si è accompagnata a diversi lavori di traduzione. Ha inoltre curato l’antologia bilingue Poesia moderna danese/Moderne dansk poesi (ed. Comunità). In Italia è edita dal Maestrale con i titoli: Il mare; Maschere e angeli nudi; Scenari d’esilio; Gli arcipelaghi (da cui è tratto l’omonimo film del regista Giovanni Columbu); Le radici; Pòju Luàdu e Chiamalo pure amore.