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30 ago 2007 - Milanonera | Alessandra Anzivino

Il cattivo cronista

Il cattivo cronista | Francesco Abate


Francesco Abate, eclettico scrittore e Dj, nonchè stimato giornalista, classe 1964, nel 2004 ha dato alle stampe questo straordinario romanzo, una lettura stimolante, piena zeppa di intrecci noir godibilissimi e di spunti di satira sociale esilaranti.
Cagliari sonnacchiosa e placida durante il giorno si trasforma di notte, la noia si caccia con lo sballo, così scendono nell'agone, uno spacciatore scaltro, noto e volutamente ignorato dalle forze dell'ordine, ragazzine svenevoli e furbette, in carriera per divenire vere pupe da malavitosi, e il protagonista Rudy, di professione giornalista di nera.
Sfuggito ad un destino già scritto per lui, ripudiato da una famiglia divisa in rami prettamente professionali(ramo architetti, ramo avvocati), Rudy si industria per ottenere massimi risultati nel più breve tempo possibile e con minimo sforzo.
Eccezionale il suo barcamenarsi tra amori futili, malavitosi, e locali notturni con mancanza totale di scrupoli, una veloce e incalzante narrazione in prima persona ci dà la sensazione di stare accanto a lui, mentre tiranneggia, spia, commenta sarcastico la piega cinica che sta prendendo la sua vita.
Piace Rudy, gli si sta dietro col fiato corto, spesso lui è già altrove, che se la sta cavando alla grande, cade e si rialza e fin dalle prime battute del libro notiamo che tutta la sua storia è narrata a ritroso a rivivere avventure più o meno esilaranti e sempre al limite se non immerse nella illegalità.
Il percorso a ritroso è una scelta vincente dell'autore perché consente al protagonista di sezionare con allucinato raziocinio tutte le mosse che lo portano al suo presente.
Piace Rudy alle donne, spesso ridicolizzate e ridotte a fantocci dal suo più bieco narcisismo, vittime a volte inconsapevoli della sua natura gradassa e sempre sopra le righe.
Noir fino al midollo la città che descrive Abate e nel quale si muove col suo "Land" Rudy, scenario anche di squallidi omicidi documentati dai quotidiani locali.
Bella la descrizione di una redazione di giornale provinciale, dove il direttore a caccia di lettori si affida alla drammaturgia sulla notizia costruita più sui pettegolezzi e sulle vecchie foto di famiglia che sulle indagini vere e proprie.
Cuore noir, che si esplica nell'intreccio thriller tutto da scoprire del libro.
Piccoli capolavori infine i micro racconti che Rudy si diletta a scrivere per il suo giornale, un'esplosione di amarezza, critica sociale e ironia perfida.
Ci si fa qualche anche risata sopra, però il retro gusto amaro che di solito lasciano i libri noir c'è tutto, è un libro intelligente perché ti porta al baratro dei pensieri meschini con leggerezza ma nasconde un sotto testo morale di disorientamento sociale fortissimo


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