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23 giu 2007 - Unione Sarda | Gianni Filippini

Parlane bene, il diario sardo di Münster

Parlane bene | Thomas Münster


È un buon libro ed è un buon libro per almeno due ragioni: la sostanza narrativa è robusta e la traduzione dal tedesco ne aumenta, e di molto, la valenza letteraria. Il libro si intitola Parlane bene, l’autore è Thomas Münster, ha curato la traduzione Anna Maria Ganga, l’editore è Il Maestrale di Nuoro che l’ha pubblicato nella collana «Tascabili Narrativa».
Per quanto si rischi di essere riduttivi Parlane bene (pag. 169, euro 10) è il diario di viaggio di un studioso tedesco che ha incontrato e conosciuto la Sardegna in un modo a dir poco singolare. Thomas Münster era su un aereo militare che dall’Africa lo riportava a casa. E si salvò miracolosamente quando l’¢aereo precipitò sulla Sardegna. Fu però colpito dalla malaria che lo costrinse a trattenersi nell’Isola più del voluto. Ebbe tuttavia l’opportunità di conoscere qualche sardo e qualche luogo. E se ne innamorò. E nell’Isola tornò più volte, nei primi anni Cinquanta, con la laurea da ingegnere, studi approfonditi in storia dell’arte e un solido bagaglio culturale. Il titolo per il suo diario, ha rivelato, lo ha tratto da un’invocazione che gli era stata rivolta da amici isolani al momento della partenza. “Parlane bene di questa terra”. Come dire: rendi un po’ di giustizia a un’isola che è stata spesso maltrattata da visitatori frettolosi, superficiali e preoccupati di mettere nei loro racconti sottolineature e accenti scandalistici. E bisogna dire che il viaggiatore tedesco (1912-1983) ha saputo resistere alle facili e spesso fuorvianti suggestioni delle diversità che possono caratterizzare le tradizioni e i comportamenti dei sardi. Ha fatto prevalere la sincerità, non si è imposto un’autocensura, ha raccontato con pacatezza ciò che ha vissuto, le persone che ha conosciuto e magari frequentato. Per questo il diario - che è certamente datato perché ci racconta una Sardegna di oltre mezzo secolo fa - va considerato anche un documento prezioso.
La traduzione dell’opera di Münster è stata curata da Anna Maria Ganga e va detto che non soltanto è rigorosa per la piena aderenza al testo narrativo ma anche portata, con notevole sensibilità , a un livello letterario molto alto. Laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne, dopo alcune significative esperienze la Ganga ha maturato la convinzione di doversi dedicare in prevalenza alle traduzioni per l’editoria. A giudicare da questa prima prova si può soltanto essere d’accordo.
Si può tentare almeno un esempio per dar conto in qualche modo del giudizio decisamente positivo e quindi del convinto rinvio alla lettura del libro. Ecco, la pagina dedicata a una drammatica festa nuziale. C’è un forestiero tra gli invitati. A un certo punto rivolge un complimento alla giovane sposa. Racconta Münster: «Da qualche parte balenò una lama. Non ci fu alcuna resistenza, non si udì neanche un grido, appena un gemito di dolore allorché Minnei, lo sposo, deturpò il viso della giovane moglie. Neppure il padre della sposa, che sedeva nel gruppo dei bevitori con viso impenetrabile, venne in aiuto della bella Isa». E Minnei poté chiedere al forestiero: “Vi piace ancora?”. Münster non fa commenti, si limita a prendere un appunto per il suo interessante diario di viaggio.


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