il maestrale


13 nov 2003

Goffredo Fofi - Sardegna, che Nouvelle Vague!



Uno dei fenomeni più interessanti dell'editoria contemporanea è certamente la nascita di imprese locali non effimere e non superficiali. Tra queste Il Maestrale di Nuoro, animato da Giuseppe Podda, Giancarlo Porcu e altri, che ha scovato nuovi scrittori di indubbio talento, associandosi, per il lancio di alcuni dei loro libri, con case editrici nazionali come Frassinelli o Einaudi. Nel suo catalogo non ci sono solo i classici, o gli autori di mezzo ma giovani del tutto inediti, come Salvatore Niffoi (Il postino di Piracherfa e l'ottimo Il viaggio degli inganni), il più bizzarro e inventivo Francesco Abate (Il cattivo cronista), Luciano Marrocu (Fàulas, storia di un omicidio in anni di fascismo) e naturalmente Marcello Fois, uno dei più amati autori italiani di «polizieschi intelligenti», o Giorgio Todde (La matta bestialità e le due avventure dell'imbalsamatore-investigatore Efisio Marini, Lo stato delle anime e Paura e carne) e il molto promettente Flavio Soriga con Diavoli di Nuraiò, poi passato a Garzanti con Nero pioggia. Mannuzzu è giurista, Giulio Angioni antropologo (il suo più noto romanzo è L'oro di Fraus ora pubblicato da Il Maestrale), Niffoi esperto di ceramiche, Marrocu storico, Todde medico e altri sono insegnanti. Il radicamento nella realtà dell'isola è forte per tutti e produce uno strano ma efficace connubio di genere e identità, dove però l'accento è posto sul secondo termine, al contrario di quanto avviene con celebrati scrittori d'altre isole o regioni. Il conflitto, o la differenza, tra la dinamicissima Cagliari e le province (peraltro in questi giorni in via di raddoppio secondo un processo di scollamento e localismo che riguarda tutta l'Italia) più orgogliose delle loro tradizioni, rende l'atmosfera dell'isola molto eccitante. Sono anni di risveglio, che si spera non vengano soffocati, come la costa, da turismo e speculazioni. Se oggi possiamo pensare l'interno con le immagini del film di Mereu, per Cagliari l'immagine che sembra più probante è quella di Tiscali, il regno di Renato Soru, il giovane imprenditore internet. Costruita da grandi architetti, Tiscali sorge nella zona delle paludi, alla cui storia ha dedicato un romanzo la giovane Giulia Clarkson, sarda nonostante il cognome, La città d'acqua, descrivendovi un mondo di pescatori definitivamente scomparso. All'acqua e al prato si sovrapporrà presto il cemento? Resisteranno le (troppe) province alle sirene della postmodernità?

Goffredo Fofi (Panorama 13 novembre 2003)


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