recensioni


1 nov 2011

Miriam Turrini negli «Annali di Storia moderna e contemporanea»



L'opera di Francesco Manconi si impone all'attenzione storiografica per molteplici motivi. Innanzitutto per la ricchezza documentaria. La ricostruzione della vicenda dell'isola mediterranea nel periodo asburgico è fondata sulla perlustrazione attenta di un gran numero di archivi e biblioteche e le fonti sono intrecciate e citate nel testo con grande sapienza. Con il non ultimo risultato di far cogliere uno dei tratti peculiari della realtà sarda di quei secoli, ovvero la pluralità linguistica. Inoltre l'inserimento accorto di una ricca documentazione iconografica, in gran parte raccolta dall'autore, integra in modo eloquente il tessuto di fonti scritte, talvolta con effetti positivamente suggestivi, come in corrispondenza del racconto del conflitto tra le due maggiori casate del regno sardo, i Castelví e gli Alagón, a metà seicento. Diventa in tal modo evidente l'intenso rapporto insito nelle fonti tra il passato e il presente e il libro rivela in modo efficace i modi attraverso i quali un passato costituzionalmente assente si fa presenza.
Altro elemento di rilievo è il costante intersecarsi fra l'interpretazione storiografica e la forma narrativa, che si integrano vicendevolmente, diventando concreta opzione storiografica, nella quale rigorosa analisi filologica, intreccio delle fonti e valore attribuito ai fatti diventano il banco di prova e insieme la materia per una decifrazione dei movimenti profondi della storia in un confronto serrato con le letture che si sono stratificate nel tempo.

Inserita in una collana della casa editrice nuorese Il Maestrale dedicata a «La Sardegna e la sua storia», l'opera si sostanzia anche di un ricco corredo informativo finale: una cronologia della Sardegna dal 1460 al 1700, un glossario di rara chiarezza, una nutrita bibliografia che permette di individuare la grande trama sulla quale si poggia il lavoro e l'indice dei nomi di persona.

Il lavoro è l'esito di una ricerca più che ventennale che ha prodotto volumi di rilievo quali Il grano del re. Uomini e sussistenze nella Sardegna d'antico regime (Sassari 1992), Castigo de Dios. La grande peste barocca nella Sardegna di Filippo IV (Roma 1994), Tener la patria gloriosa. I conflitti municipali nella Sardegna spagnola (Cagliari 2008), numerosi saggi, che già avevano percorso alcune delle vicende riprese nel libro, e contributi per l'edizione di fonti, nonché l'edizione della Storia cronologica e veridica dell'isola e regno di Sardegna dall'anno 1637 all'anno 1672 di Jorge Aleo, fondamentale per il seicento sardo.

 Infine, va segnalata la contemporanea pubblicazione in spagnolo dell'opera, nel 2010, presso le Publicaciones de la Universitat de València. Il titolo Cerdeña. Un reino de la Corona de Aragón bajo los Austria rivela uno dei tratti portanti della ricostruzione di Francesco Manconi, ovvero la lettura della storia della Sardegna nel contesto di un'appartenenza politica a lungo sottovalutata dalla storiografia.

L'orizzonte della storia dell'Isola è esplicitato fin dal capitolo d'apertura, intitolato «Il vincolo con la Corona d'Aragona», che ripercorre in una sintesi introduttiva i rapporti tra la Sardegna e la Corona catalano-aragonese, comprese le modificazioni intervenute con la progressiva integrazione del regno sardo nella composita Monarchia ispanica. La storia della Sardegna nell'età degli Asburgo è così sottratta a qualsiasi lettura autoreferenziale, rivelandosi incomprensibile senza gli stretti legami commerciali, politici e culturali con i domini catalano-aragonesi fino alla progressiva rottura dell'antica relazione a partire dagli anni centrali del seicento, quando viene meno la solidarietà tra le province mediterranee della Monarchia spagnola e si instaura per l'Isola un rapporto più diretto con Madrid.

[...]

La forza del lavoro di Francesco Manconi sta nell'aver individuato le dinamiche economiche, politiche, sociali e culturali del regno, qui appena tratteggiate, attraverso il racconto analitico di personaggi e vicende. Sono ricostruite puntigliosamente l'azione e la personalità dei singoli viceré, dei vari visitadores e di alcune figure di rilievo in ambito amministrativo e giudiziario, le consorterie e le storie familiari e individuali, le tresche ordite dai gruppi di potere in conflitto, le preoccupazioni e le contese municipali. Inoltre largo spazio è dato allo svolgimento delle assemblee parlamentari. Riguardo al metodo storiografico questo lavoro assume, dunque, una rilevanza notevole.

Per l'impostazione metodologica e per l'apporto conoscitivo e interpretativo il libro di Francesco Manconi risulta molto prezioso ed è fondamentale per la storia della Sardegna, della Corona aragonese e della Monarchia ispanica, nel più vasto orizzonte di una storia mediterranea ed europea.


Miriam Turrini


* Si pubblica su gentile concessione dell'Autore e di Robertino Ghiringhelli, direttore degli «Annali»


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