recensioni


25 mag 2003

Il trafficante di notizie



Una Cagliari piena di locali, cocaina e loschi affari. E un giornalista, che per arrivare in prima pagina fa di tutto. Mente, ricatta, ma rimane sempre nel seminato dei signori della città. «Il cattivo cronista», un romanzo del giornalista e dj Francesco Abate.

«Siamo una società basata sul profitto e io cerco solo di tenermi a galla». Questa è la filosofia di Rodolfo Saporito, giornalista di nera a Cagliari. Rudy è una vera carogna. Sfrutta tutto e tutti per vivere senza problemi. Un rampante dei nostri giorni, come se ne trova un po' ovunque, ma che tra i giornalisti è ben rappresentato. Il cattivo cronista mente, inventa, tradisce e non si offende quando qualcuno lo chiama avvoltoio. Lui desidera solo il nome in prima pagina, il denaro e le belle donne. Anche con loro si comporta nel peggiore dei modi ma alla fine riesce a imbastire una trama di menzogne che regge e convince. Come sempre. Eppure qualcosa non funziona e, all'inizio di questa storia, Rudy si ritrova in ospedale con le ossa fracassate. Qualcuno ha voluto punirlo, ma la sua abilità riesce a trasformare a suo vantaggio anche questo incidente di percorso. In realtà il vero personaggio di questo bel romanzo di Francesco Abate Il cattivo cronista, edito dalla piccola ma prestigiosa casa editrice Il Maestrale di Nuoro (pp. 220, € 10), è la città. Quella Cagliari che non si legge mai sui giornali, un sottobosco di locali, cocaina, affari loschi di gente dalle mani sempre pulite e un continuo scambio di favori tra mondo dell'informazione e istituzioni tanto reale quanto indecifrabile ai non addetti ai lavori. Favori che, a volte, sembrano ricatti a cui china la testa anche la questura purché non venga pubblicata una certa notizia. Non a caso l'autore, Francesco Abate, è un giornalista dell'«Unione Sarda», oltre che noto dj col nome di Frisko, e racconta quello che conosce con dovizia di particolari.

Il cattivo cronista non lavora in un quotidiano ben identificato e, comunque, non ha importanza, vista l'universalità del personaggio. Il giornale, nel romanzo come nella realtà, ha il ruolo di fabbrica del consenso in una città dove le notizie hanno sempre un senso ben preciso.

Nulla è mai casuale nell'informazione cagliaritana, soprattutto quella che riguarda la politica e gli affari, spesso così trasversali che i colori delle idee sbiadiscono. E la redazione riflette il clima che si respira in città ma Rudy è un attore nato e se la cava, evitando gli scontri diretti. Ma il giornale è anche potere. Vero. E anche Rudy lo usa per distruggere una modella, che aveva fatto successo in «continente», solo perché si è negata in modo arrogante. Una Cagliari dalle mille sfaccettature quella descritta da Abate. Il suo girovagare nella città che non fa notizia gli permette di incontrare spacciatori, casi umani e pezzi grossi. Il suo migliore amico è proprio uno spacciatore con cui sogna di aprire un locale a Ibiza, luogo che frequenta d'estate per «staccare» da Cagliari, che gli è entrata nel sangue come una malattia.

Rudy Saporito è talmente preso dal suo ruolo che non cerca la benevolenza dei potenti, a dir la verità non ne ha bisogno visto che lui risponde alle loro aspettative e non esce mai dal coro.

Francesco Abate per questo romanzo, ha scelto uno stile modellato su quello giornalistico, con forti contaminazioni con lo slang cagliaritano. E dove la musica del dj assume la funzione di ritmo, serrato e potente. A intercalare la narrazione ci sono dei pezzi pubblicati realmente dall'«Unione Sarda», come quello dedicato al Natale per il solito inserto annuale. Articoli di alto livello, sia giornalistico che stilistico, mascherati da pezzi di «colore» ma che invece sono vere e proprie incursioni nella realtà occulta di Cagliari. All'inizio potrebbe sembrare un romanzo di genere per la suspense di scoprire chi ha spezzato le ossa al cattivo cronista, ma si tratta solo di un abile artificio per incollare il lettore al libro.

Abate ha scritto un romanzo sull'informazione e su una città mediterranea che ha codici propri; se i Rudy Saporito sono un prodotto dell'Italia di oggi, Cagliari non è identificabile con nessun altro luogo. Questo fa del romanzo uno strumento importante per capire una città che si dibatte tra globalizzazione e arretratezza del ceto politico e imprenditoriale, che da un lato sogna di diventare metropoli ma fa di tutto per rimanere provincia. Dove tra i politici conta di più con chi si esce in barca le domeniche d'estate che la propria corrente di partito e dove, con meticolosità, si compiono scelte scellerate come ricoprire di legno l'anfiteatro romano o devastare una delle più belle spiagge del mediterraneo con un ripascimento di sabbia scura e melmosa.

Forse il Cattivo cronista è il più bel romanzo su Cagliari scritto negli ultimi anni, certamente il più attuale, che esula dalle solite caratteristiche culturali isolane e punta dritto alla realtà. Quella vera, che ci interessa conoscere. Come quella dei giovani di certi quartieri di cui tutti parlano ma nessuno si prende la briga di raccontare e il cui futuro è già scritto nell'assenza di sogni.



←Indietro

top