recensioni


9 ago 2001

L'uomo che pietrificava i cadaveri



Il giallo storico è un filone considerato difficile nell'ampio panorama del genere. Non solo è complicato costruire trame solide e avvincenti, ma soprattutto è necessario ricostruire ambientazioni decisamente credibili.

Il medico cagliaritano Giorgio Todde è riuscito a superare brillantemente la prova con Lo stato delle anime. Misurandosi sul terreno del giallo classico nella struttura crimine - indagine - soluzione, Todde narra un'efficace Sardegna di fine 800, sconfinando nella biografia di uno scenziato imbalsamatore dell'epoca, Efisio Marini.

Col trucco di utilizzarlo come investigatore, l'attore recupera alla memoria collettiva una storia personale e scientifica di grande interesse. Un ulteriore conferma che il genere spesso è una scusa per scrivere di altro, descrivendo personaggi e momenti storici del passato e del presente. [...]. Efisio Mariniera un personaggio discusso e poco amato, soprattutto a Cagliari, dove circolavano epigrammi dialettali pungenti e ironici dettati soprattutto dalla superstizione. E Todde compie un'opera meritevole riabilitandone la figura di studioso e raccontandone la storia della mummificazione che, all'epoca, era un costume molto diffuso, ovviamente tra i ceti più elevati.

La storia si svolge ad Abinei, un paese inchiodato al destino dei numeri. Morti e nascite hanno un rapporto di parità perfetto, quasi soprannaturale. Un'ostia avvelenata uccide Donna Milena, una ricca settantenne consumata dal rancore e da quel momento il paese non troverà pace, tra nascite e delitti. A risolvere il caso penserà Efisio Marini, chiamato in causa dall'amico Dehonis, medico di Abinei, e collega di studi all'università.

Un giallo che si legge tutto d'un fiato, caratterizzato da una scrittura di qualità, particolarmente curata e attenta nel calibrare il rapporto fra storia e indagine. In questo caso nella migliore tradizione classica del genere. In questo momento particolarmente felice per il giallo italiano ma a volte confuso sul piano stilistico, Todde ha fatto una scelta in controtendenza ripulendo le atmosfere di ogni possibile tonalità noir. Il rigore scientifico del personaggio imponeva infatti una vera indagine e un finale consolatorio all'insegna dell'etica e della morale. Il rischio era quello di non riuscire a rispettare il tacito accordo con i lettori di disseminare la narrrazione di indizi per aiutarli a risolvere il caso insieme all'investigatore. In realtà il patto è stato mantenuto, elemento che rende ulteriormente godibile la lettura. Gli appassionati non possono sperare che Todde continui a scrivere.

Tra le righe del romanzo emergono una sana pignoleria e un amore per la storia scientifica e la Sardegna tali da far ritenere che Lo stato delle anime sia solo l'esordio di un promettente giallista isolano.



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