recensioni


13 set 2011

Il babalottu di Kafka e l’odor di cipria



Storie di libri e di lettori, nel florilegio che Mariangela Sedda dedica alla sua insanabile passione, la parola scritta. Nella raccolta, brevi novelle, affondi autobiografici, brani talvolta brevi come appunti e frequenti citazioni di titoli particolarmente amati. Tutti insieme, libri e lettori, vanno a infilarsi Nel vuoto arioso del mondo (titolo rubato al Sogno di Luigi Pirandello), nel magnifico spazio libero della letteratura. Edito da Il Maestrale, (pg. 168, euro 16), il racconto dei racconti comincia da lontano, descrivendo le imprevedibili strade attraverso le quali si può arrivare al privilegio della lettura. Per esempio, nell'Atelier della signora Adelaide, sarta fiorentina approdata a Carbonia prima della guerra, non si impara solo a tagliare e cucire ma anche a servire il caffè su un vassoio dorato. E per un’ora al giorno, quando le Singer tacciono, si leggono a voce alta le pagine di una copia dei Promessi sposi in marocchino rosso: buone maniere e un po’ di cultura, pensava l’illuminata toscana, avrebbero reso più dolce le esistenze delle giovani lavoranti in camice celeste.

 



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