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6 giu 2011 - Unione Sarda | Alessandra Menesini

Carolina, regina mai incoronata: forte e bizzarra

Un leone nel cuore | Clara Spada


Vaneggia sul suo letto di morte, Carolina di Brunswick. Sposa mai amata e regina mai incoronata che è stata una ragazza felice nello spartano castello di suo padre Carlo Guglielmo Ferdinando di Braunschweig-Wolfenbüttel, duca squattrinato e prode generale. È un personaggio storico, la figura centrale del nuovo romanzo di Clara Spada, “Un leone nel cuore” (Il Maestrale, pg. 358, 16 euro). Dove si narra, sullo sfondo di un'Europa sconvolta dalle campagne di Napoleone, della battaglia condotta da Carolina perché le siano riconosciuti i giusti titoli del suo ruolo.

Al suo arrivo a Londra è male accolta dalla famiglia reale e in special modo dal First Gentleman suo marito, uomo elegante quanto vanitoso e pieno d'amanti e forse segretamente già ammogliato con una vedova papista, la tenace Fitzherbert. Solo Re Giorgio dimostra simpatia alla nuora dai capelli bruni e dalle guance rosse: la disprezzano invece la suocera “coccodrilla” e le cognate ammuffite. Carolina però ha nelle vene la forza (leonina) degli avi. E diventa la più caparbia paladina di se stessa, in un duello impari che la costringe ad affrontare intrighi e tranelli, inchieste e processi. A partire dalle poco fauste nozze celebrate nel 1725, il rapporto tra i due coniugi, che poi sono cugini, è un bollettino di angherie. Il principe del Galles, sempre più grasso e incipriato, le sottrae la figlia Carlotta, la confina in dimore poco dignitose, le lesina il denaro e la circonda di spie. Quando viene nominato Reggente non invita alla cerimonia la moglie tedesca che parla l'inglese con spiccatissimo accento teutonico. Men che meno se la vuol vedere accanto la mattina in cui, ormai sessantenne, ascende al trono: George IV, della stirpe degli Hannover.

Clara Spada è andata a cercarsi i ritratti della “regina ribelle” in tutte le pinacoteche del Regno Unito. Colpita da una figura di donna coraggiosa e bizzarra, la racconta nei giorni luminosi della speranza quando raduna nel suo salotto artisti e menti elette e assiste con generosità i bambini poveri e viaggia in Italia e in Oriente. Il popolo la ama e non crede alle accuse montate contro di lei. Il Caro George l'accusa di alto tradimento. Di aver partorito figli illegittimi. Di condotta immorale. Ma deve andar cauto, non tutti i cortigiani sono dalla sua parte. Con prosa sapida e colloquiale, Clara Spada fa parlare la protagonista in prima persona. E le restituisce la sua indomabile allegria, le parrucche strampalate e le scollature scandalose, il trucco pesante e i gioielli vistosi usati come armi pour épater la raffinata Royal Family. E sbuffa e strilla e dopo tanto tempo pensa ancora all'adorato e svanito Maggiore Töbingen, suo primo e unico amore. Adotta quasi una scrittura mimetica, Clara Spada, per dar voce alla sua eroina. Lo fa da poliedrica e colta scrittrice laureata in Teologia, giornalista e semiologa. Nonché ferratissima esperta di dinastie e nobili genealogie.



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