Alberto Masala Il Resto del Carlino
Dai canti a tenore ai successi americani: Masala rimette in fila i versi del suo passato
Questa volta, probabilmente, Alberto Masala ha sorpreso anche se stesso. Poeta con la sensibilità del "cantore" che gli deriva dalle radici, dalla terra sarda che lo ha partorito e alimentato, ha sempre preferito la via della parola a quella del testo scritto. La voce, il ritmo che nei libri talvolta si spengono, svaniscono. Invece, spiega, «dovevo scegliere. E, malgrado me stesso, ho scelto». Dando alle stampe questo Alfabeto di strade (e altre vite), edito dal Maestrale, che raccoglie una vasta scelta della produzione di una delle voci più intense della poesia italiana. Lavori pubblicati in passato in ordine sparso e ormai introvabili, talvolta addirittura inediti. Opere che andavano riportate alla luce. Masala lo fa oggi, e non è un caso. Ora ha ben chiare le tappe che formano, o "costruiscono", un poeta: infanzia, adolescenza, maturità e "oltre", ovvero «l'età della scrittura senza età, quella che non può parlare in nostro nome. E' a questa che ci rivolgiamo, in questa possiamo celebrare la festa dell'alleggerimento dall'io, dove I poeti che ci hanno preceduti ci stanno già osservando». Compagni di vita e di viaggio a cui Masala si rivolge con affetto, ben sapendo di abitare accanto a loro, nello stesso ideale condominio. «Io sento di farne parte, di abitarci, magari in un sottoscala. L'unica cosa che pretendo da me stesso è non dovermi vergognare quando incontro per le scale quelli dei piani alti». Prendono vita così i dialoghi con quelli che l'autore considera I propri "antenati in poesia", dediche intense a Lucrezio, Van Gogh, Rimbaud, Majakowskij, Dino Campana, Artaud, fino a Patrizia Vicinelli, Gilberto Centi e Pier Paolo Pasolini ("Non è la nostra aria questa vigliacca /aria che il prudente poeta /occupa con flessibile mestiere, o guasta/con pratiche alleanze..."). Alfabeto di strade raccoglie scritti che vanno dall'87 ad oggi sotto le chiavi di lettura della Leggerezza e del Ritmo. Oltre a un paio di preziosi libretti passati quasi clandestinamente in Italia. Taliban - I 32 precetti per le donne e Nella casa del boia hanno lasciato il segno sopratutto negli Stati Uniti, grazie all'autorevole sostegno e all'opera di divulgazione di Jack Hirschman. Non manca la produzione in lingua madre, a tenore, testimonianza di un'eredità preziosa: «Io sono sardo, la mia terra ha quasi trecento metriche per cantare poesia e io sono stato allevato nell'interpretazione del canto». Magia che oggi, per fortuna, rivive anche tra le pagine di un libro.
Marco Tarozzi